Marzamemi non è solo una lingua di terra immersa nel mare che si protende verso levante, un grappolo di case rannicchiate sulla terraferma, è un’emozione. Chi non c’è stato non può capire cosa c’è quaggiù.  -C. Arangio –

Visitare i borghi di Marzamemi e Portopalo di Capo Passero, le loro tonnare, la Riserva di Vendicari, significa raggiungere l’estremo sud, della Sicilia, d’Italia e di Europa. 
E puntando verso sud, il paesaggio che profuma di alghe e di sale, di pomodoro Pachino e di Nero d’Avola, cambia e sembra portare lentamente in Africa.

Marzamemi – dall’arabo Marsà al Hamen, cioè rada delle tortore – “non è solo una lingua di terra immersa nel mare che si protende verso levante, un grappolo di case rannicchiate sulla terraferma, è un’emozione! Chi non c’è stato non può capire cosa c’è quaggiù, quale stupore suscitano queste stradine le viuzze, i cortili. Spettacoli eccezionali: un mare che si fonde con l’azzurro del cielo, indorato da albe sfuggenti che inseguono tramonti purpurei”.

 

 

Luoghi dove il mito si intreccia con la storia e dove l’archeologia testimonia la vita di antichi popoli, che hanno visto prima gli arabi lottare coi tonni, e poi i siciliani.

Perché è la terra dei Giganti, dove approdò Ulisse, ma è anche la terra del vino nero e morbido, delle spiagge dorate, del ciliegino; di città barocche, panchine al sole, tonnare, templi greci, porticcioli di barche di legno dipinto; estratto di pomodoro asciugato al sole, fichi d’india, muretti a secco, distese argentate di ulivi.

 

E’ questo il borgo di Marzamemi, fondato dagli Arabi, che intorno all’anno mille impiantarono quella che sarebbe divenuta la più importante tonnara della Sicilia orientale; con il Palazzo del Principe di Villadorata, luogo centrale di ritrovo dei pescatori;
con la Balata, il secondo piccolo porto di Marzamemi;
e soprattuto con la piazza Regina Margherita, il cuore di Marzamemi. Di giorno piena di luce e colorata, di sera viva e brulicante di persone e suoni. Quando si arriva nella piazza, il primo impatto è potente, perchè non ci si aspetta tanta bellezza tutta in una volta!
Da qui partono i vicoletti con le casette dei pescatori, che vi porteranno sempre al mare, da ogni lato.

 

Barchette di legno colorate, le reti dei pescatori e lo loro rughe, gatti panciuti pigramente sdraiati al sole, pietre bianche che al tramonto diventano gialle, fichi d’india e un orologio che indica un tempo lento, così lento che sembra appartenere ad un altro mondo.

 

Marzamemi è il mio “luogo dell’anima”, il posto dove scappo quando la vita mi mette alla prova e voglio trovare pace, la mia terapia.